Hubert Selby Jr. (1928–2004) è stato un acclamato romanziere americano, noto soprattutto per le sue crude rappresentazioni della disperazione urbana e della dipendenza. Il suo romanzo d'esordio, "Last Exit to Brooklyn" (1964), ottenne un ampio riconoscimento, con Allen Ginsberg che predisse che sarebbe rimasto influente per generazioni. Tra le altre opere significative di Selby figurano "The Room" (1971), considerato da alcuni il suo capolavoro, e "Requiem for a Dream" (1978), un'angosciante esplorazione della tossicodipendenza da eroina. Diversi suoi romanzi, tra cui "Last Exit to Brooklyn" e "Requiem for a Dream", sono stati adattati in film acclamati dalla critica.
Lo stile narrativo di Selby era caratterizzato da un approccio crudo, viscerale e da un focus tematico oscuro. Attingendo dalla sua infanzia a Brooklyn e dalle sue lotte personali, le sue opere spesso approfondivano le vite di individui emarginati alle prese con dipendenze, violenza e abbandono sociale. Nonostante una ricezione inizialmente contrastata negli Stati Uniti, i suoi romanzi conquistarono un seguito devoto, specialmente in Europa, dove "The Room" e "The Demon" (1976) furono ampiamente celebrati. Selby pubblicò anche la raccolta di racconti "Song of the Silent Snow" (1986), che abbracciava due decenni della sua carriera.
Oltre ai suoi successi letterari, Selby insegnò scrittura creativa alla University of Southern California per due decenni. Il suo lavoro influenzò numerosi scrittori, artisti e musicisti, tra cui Henry Rollins, che divenne un fervente sostenitore della sua scrittura. L'eredità di Selby persiste come pietra miliare della letteratura trasgressiva, segnata da un'onestà senza compromessi e da un'intensità emotiva. Morì nel 2004 a Los Angeles, lasciando la moglie, quattro figli e undici nipoti.